Brody ride poggiando il martello e finisce di raccontarmi di quanto sua moglie lo stressa per sistemare la ringhiera del giardino
“Tutto il giorno” dice, e pianta un altro chiodo nella testa del bambino che ha smesso ormai di muoversi.
“Non fa altro che parlare di quella ringhiera e... scusa mi passi quello!”
Gli passo un piccolo seghetto alternativo.
“Brody metti a posto la ringhiera!! e quando è che l'aggiusti!! e Sasha potrebbe farsi male giocando in giardino”
Segata la base del collo stacca la testa con uno strattone.
“Lei e quel fottuto cane, sarei contento si restasse impalato nella ringhiera sai!”
Brody si alza e butta la testa in un grosso cesto.
“Allora Mike, sei pronto?”
Deglutisco, non so se sono pronto, insomma non che la cosa mi crei troppi problemi, ma penso che sia naturale essere almeno un po' nervosi la prima volta no.
Sento dalla stanza affianco le urla e i pianti dei bambini, i piu grandi hanno tredici anni, i piu piccoli sei, e sono loro che sono i migliori dice Brody.
“All'inizio è un po' difficile devi farci la mano, ma poi è un attimo credimi!” dice col suo solito sorriso a trentadue denti.
Brody è davvero informa, lavora come consulente finanziario e nel tempo libero ama imparare a cucinare, sa preparare una sorta di involtini al pesce che sono sul serio la fine del mondo.
“Vuoi lasciar stare? Posso chiamare un altro, chi c'è di là?”
“No, ok voglio farlo! Sul serio”
Brody mi sorride asciugandosi il sudore, lo vedo sparire nell'altra stanza e contemporaneamente le grida aumentano di intensità, la cosa mi mette i brividi ma cerco di non darlo a vedere.
Passano alcuni minuti e sembrano interminabili, la testa mi gira e lo stomaco mi si chiude, una bambina emette uno strillo interminabile che mi colpisce come un cazzotto in faccia, per poco non cado a terra, di tutto il complesso odio gli strilli, è l'unica cosa che mi infastidisce.
Mi chiedo perché sia cosi nervoso, non è la prima volta che mi trovo ad avere a che fare con i bambini.
Insomma la prima volta che andai a caccia per esempio non mi sentivo cosi.
Il mio istruttore era un vecchio sui quarant'anni, con un gilet grigio e un PSG-1 in mano, anche li all'inizio ero agitato, non avevo mai sparato prima.
“Sta tranquillo ragazzo, basta ricordarsi tre regole fondamentali”
Fu a prima volta che strinsi in mano il mio fucile, una carabina leggermente sporca.
“Regola numero uno, i bambini sanno correre veloci, non dico che siano leopardi ma se uno è abituato alla caccia alla lepre sa di cosa parlo, i piccoli figli di puttana imparano in fretta, vanno a zig-zag, si nascondono sugli alberi, se sei fortunato prendi qualche piccolo caga sotto che ti si inginocchia davanti piangendo chiedendo pietà, la non ti conviene sprecare i proiettili, usa il coltello, io consiglio un colpo alla giugulare cosi”
L'uomo mi mima un veloce fendente tenendo un grosso coltello da caccia davanti lo stomaco.
“o se non ti senti tanto preciso.. “ con un colpo di gomito esegue una colpo diretto in avanti
“puoi provare a infilargli la lama nei polmoni, ci mettono un po' a morire ma meglio di niente, se riesci a spingere bene puoi spaccargli le costole e colpire il cuore, se vedi che non riesci anche cosi prova a infilargli la lama nell'occhio, con uno di questi riesci a perforare mezza testa di quelle bestiole con estrema facilità, l'importante è non affondare troppo, per non danneggiare troppo i vasi sanguini capisci no?”
Sorride rimettendo il coltello a posto
“Ah poi certo, se se ne stanno buoni o non ti va di sporcarti le mani puoi sempre prenderli vivi e portategli dietro, io non sono tanto per la pratica
Annuisco, è un uomo simpatico, alla mano, e sa il fatto suo.
Regola numero due, dice, e mi spiega che la cosa migliore è colpirli alle gambe per atterrarli e sgozzarli dopo col coltello o tagliare via i tendini delle caviglie per non farli scappare.
“Se poi devi camminare tanto allora incidi qualche taglio addosso, sulle braccia, sulle gambe, un po' dove vuoi, giusto per spaventarli, se gli metti addosso abbastanza strizza vedrai che anche liberi non scappano da nessuna parte, e poi cosi preservi il sangue e i vasi sanguigni nella testa” mi dice “e risparmi proiettili, insomma con una buona metodologia si può risparmiare qualche soldo e divertirsi comunque no?”
Terza e ultima regola:
“Divertiti! Ricordati che siamo qua per anche per svago, la nostra riserva di caccia non ha regole particolari al riguardo, altri possono farti storie, a volte riceviamo qualche avvertimento dalla commissione di controllo ma alla fine se vuoi divertirti un po' con loro puoi farlo, che cazzo è sempre uno sport, oltre a fare bene rendiamolo divertente no?”
Il mio primo giorno di caccia, aprirono i cancelli, e in attimo questo mucchio di bambini, saranno stati circa duecento, scheletrici, malnutriti e semi-nudi si mettono a correre piangendo per la campagna.
Ne adocchio uno, uno di colore mi sembra, o era un magrebino insomma non ricordo bene, e gli corro dietro.
Mi ricordo le parole dell'istruttore e corro seguendolo con lo sguardo, il piccolo stronzo effettivamente corre veloce, non so se sono le gambe giovani o la pura a renderlo cosi scattante, faccio una gran sudata ma alla fine lo vedo entrare in una piccola foresta e sento l'uomo ridere dietro di me
“Ti è andata bene amico” mi dice “quella è una radura al confine, è un vicolo cieco”
Cosi mi da una pacca sulla spalla e sorridendo mi invita a inseguire la preda.
Entro nel piccolo sottobosco, e sento il rumore del piccolo che piange nel fondo, poco dopo sbuco in una specie di semi radura nascosta dagli alberi, c'è un grossa rete e il bambino è appoggiato a essa, rannicchiato in modo fetale, c'è del vomito per terra, credo sia dovuto alla paura.
Tengo il fucile davanti a me, e poi mi ricordo della regola numero due, quindi me lo rimetto in spalla e tiro fuori il coltello dalla cintola.
Qualcuno spara e il bambino si accascia a terra.
Urla come un dannato mentre si regge una gamba, mentre mi avvicino inciampo in qualcosa.
E' il suo piede, il proiettile l'ha tranciato di netto, e ora il bambino urla reggendosi il moncherino che perde sangue.
Mi scappa una risata, mi ricorda una scena di un cartone animato in cui un lupo rimaneva con la zampa chiusa in una trappola e si metteva a ululare.
Un tipo dai capelli lunghi entra nella radura, guarda il bambino, poi guarda me.
“Cazzo amico scusa, non pensavo fosse preda tua, l'ho visto qua da lontano!”
“Nessun problema! La preda è di chi se la prende”
Alla vita ha legato una corda, la seguo con lo sguardo e noto che legata ad essa ci sono tre bambini, il primo ha quasi dodici anni, è giapponese credo, ha un buco nel braccio e la corda legata al polso, il secondo, un bianco ordinario, è senza mani ed è legato per un piede, quando l'uomo cammina per non strusciare la faccia a terra deve reggersi sui moncherini, la terza è una bambina di cinque anni, non cammina ancora bene ed è legata alla corda per il collo, sembra una specie di piccolo cagnolino, è davvero simpatica.
Sono tutti nudi ma non piangono, questo tizio deve sapere davvero il fatto suo sulla caccia.
“No sul serio amico mi spiace! Prima volta?”
“Si vede tanto”
Lui ride e si avvicina al bambino inginocchiato a terra.
“Tranquillo è normale, anzi direi che stavi andando bene se lo avevi portato fino a qua... mi spiace veramente cazzo”
“Sul serio non fa nulla!”
“No sul serio insisto... senti ti ho uno dei miei che ne dici?”
“No davvero non ce n'è bisogno!”
“Ehy è uno sport!! e mia madre mi diceva che nello sport bisogna essere sportivi con gli altri! Ti do la bambina che te ne pare?? come prima preda non è male no!?”
La guardo, beh l'offerta è allettante, l'idea di rimettermi a correre di nuovo appresso a questi piccoli stronzetti non mi alletta molto e presentarmi dall'istruttore a mani vuote... beh..
“Sai che ti dico!? Mi sta bene”
“Ottimo amico!! è un piacere sul serio!”
Stacca un pezzo di corda e tiene la bambina alla gola passandomela come al guinzaglio, la prendo e mi faccio girare la corda sulla mano un paio di volte, non ho intenzione di perdermi anche questa.
L'uomo sorride e si guarda intorno, poi indica il bambino a terra.
“Allora!??”
“Tutto tuo!” gli dico facendogli l'Ok con la mano.
L'uomo si sfrega le mani, poi si guarda ancora intorno e si inginocchia a terra, esamina il bambino.
“La testa è a posto, ottimo!”
Mentre annuisce gli tocca un po' il corpo, le braccia ossute, il petto liscio, il sedere smorto.
“Senti amico... mica ti spiace se..”
Capisco al volo e faccio un no con la testa.
“Il regolamento non lo vieta, diciamo che c'è una “tacita” regola sulla cosa, gli organizzatori preferiscono che non avvenga in modo, come dire, pubblico, ma finché siamo qua nascosti nessuno rompe le palle”
L'uomo afferra il bambino mettendolo a pancia in giù, quindi con la mano gli afferra il moncherino sanguinante e gli morde la carne viva strappandogliela vicino all'osso.
La scossa di dolore fa arcare la schiena alla bestiola per circa cinque secondi, poi cade a terra svenuta senza nemmeno urlare.
“Non è per essere sadici, ma almeno cosi fa meno resistenza, con questo caldo afoso..”
Si china sul corpo svenuto e sputa un paio di volte la saliva sull'ano del bambino umidendolo con un dito.
“E poi cosi ... è piu comodo.. non so se mi spiego”
Mi fa l'occhiolino e si slaccia i pantaloni.
“Divertiti amico” gli dico e lo lascio alla sua intimità, non mi sembra il caso di restare a spiare.
La porta sbatte, Brody è di nuovo in camera e io sono di nuovo con lui, stringe per le mani una ragazzina di dieci anni dai capelli lunghi castani, ha un vestito bianco zoppo di sangue e noto gli manca una gamba.
“Visto che roba?? questa è delle ultime, freschissima! Chi l'avrebbe detto che le trappole per orsi sarebbe andate cosi bene pure per loro”
Scoppiamo a ridere entrambi, poi Brody mi passa il chiodo e il martello.
“Dai Mike, non è difficile”
Lo so, mi dico mentalmente, ma andare a caccia è una cosa, e preparare le bestie è un altra, alla prima ti basta catturarli o ucciderli, ma qui non puoi sbagliare o rischi di rovinare tutto.
Prendo il chiodo e lo poggio sulla fronte sporca della bambina, lei non urla nemmeno piu ma mi guarda con odio.
“Che hai da guardare” le dico
“Non farci caso” mi dice Brody “viene dagli allevamenti controllati del Sud, non sa manco parlare”
“Certo” dico “è stata davvero una bella scoperta”
La faccia odiosa della bambina mi aiuta a stringere il martello.
“Si insomma, creme abbozzanti, medicine, chemioterapie, cure di bellezza”
La guardo negli occhi sorridendo.
“Chi l'avrebbe detto che grazie a un enzima che si sviluppa solo nei bambini si poteva sopperire a tutto questo, alla faccia delle cure mediche e della palestra, tre bicchieri al giorno e si sta in perfetta salute!!”
Brody sorride, si sposta vicino ai fornelli, dalla pentola esce del fumo.
“Accidenti l'arrosto è quasi pronto e il pesce nel forno pare cotto, di la saranno affamati... ce la fai allora?!”
Guardo la piccola bestia, mi guarda quasi con sfida, eppure con occhi docili, di chi ormai rassegnato butta tutte le sue speranze in un ultima languida richiesta di aiuto, non credo sia molto diverso da come ti guarda un aragosta mentre stai per buttarla in una pentola o un coniglio quando stai per metterlo al forno.
“Pensa al pesce, tranquillo...”
Do un colpo secco.
Sento il cranio sfasciarsi di colpo e lo sguardo di aiuto e odio si perde in un attimo nella vacuità delle orbite bianche.
“Sai che secondo il nuovo emendamento sulla regolazione della caccia ai bambini lo sai che si può anche mangiare il corpo se sotto i dodici anni!?”
“Dici sul serio?” adagio il corpo sul tavolino e lascio colare il sangue dal chiodo dentro i bicchieri.
“Si hanno fatto delle nuove ricerche, sai quei nutrizionisti, dicono che sotto i dieci anni l'enzima sia in circolo anche nelle gambe e nelle braccia anche se in minore quantità”
“Tutta salute insomma!”
“Si, di là ho un paio di dodicenni un po' sovrappeso, pensavo che se il decreto passa potevo cucinarle per mia moglie, almeno magari la finisce di rompere il cazzo per quella ringhiera”
Una donna apre la porta della cucina.
“Ragazzi allora?? ce la fate a portare questo drink!?? sento che mi sta tornando l'ulcera”
“Un attimo Molly” le dico, finisco di riempire l'ultimo bicchiere, alcune gocce mi cadono sulla mano, le lecco e mi pulisco al grembiule.
“Fottuto cane” dice Brody, Sasha è entrato in cucina.
“Ehy Sasha, qua bello!” dico, poi con una mannaia stacco un paio di dita alla bambina e gliele butto, il cane le rosicchia felice.
“Mike, porta i bicchieri di la, è pronto!”
Mi levo il grembiule e porto il vassoio di là, la famiglia mi attende affamata, Diana mi da un bacio sulla bocca, al mio cuoco preferito dice.
Brindiamo tutti insieme, alla giovinezza, alla vita senza malattie, al peso forma, alle attività sportive e alla vecchiaia rimandata mai cosi lontana..
Oggi è solo sabato e il week-end si preannuncia davvero splendido.
Domani si va a

2 commenti:
Ciau ^^. Come promesso, l'ho letto il prima possibile e....:
1- Mi piace lo stile ke hai, è un lavoro ben scritto (ricontrolla l'ortografia =P)
2- Mi ha fatto sentire male il tema... oh my GoD! You're crazy! =)
No, vabbuò, cmq è un po' forte...
Ps: un gg quando ci sentiamo ti faccio sapere se ho qualcosa da dirti, ora n mi va di scrivere sto preparando le valigie.. Ciau buon Natale e Buon anno^^
Ciao mio piccolo Nevade!!
carino il testo, carino davvero!!
e x quanto posso saperne, segue davvero il tuo stile..
spero di poter leggere presto altri testi su questo blog.
buona fortuna x i tuoi prossimi lavori ;)
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